venerdì 27 dicembre 2013

Struttura di HIV


L’acronimo HIV sta per Human Immunodeciciency Virus, ovvero Virus dell’immunodeficienza umana, da distinguere dai suoi simili FIV, Feline immunodeficiency Virus, e SIV, Simian Immunodeficiency Virus.
Esistono due ceppi del virus HIV denominati HIV-1 e HIV-2, quest’ultimo meno diffuso a causa della sua più bassa contagiosità, è un retrovirus in quanto il suo patrimonio genetico è formato da ssRNA è del genere Lentivirus, dato il lungo periodo di incubazione che richiede prima di sviluppare l’AIDS e manifestarsi. L’HIV ha una serie di involucri, tutti formati da proteine differenti, il virus ha un diametro che si aggira intorno ai 100-120 nm.




Aiutandoci con l’immagine possiamo farci un’idea sulla quantità di proteine che formano la membrana dell’HIV:

Le due glicoproteine gp120 e gp41 formano le strutture esposte sulla membrana del virus, l’antigene gp120 riveste, inoltre un ruolo non trascurabile, in quanto funge da recettore per le cellule del sistema immunitario che possono riprodurre il virus, l’inibizione di questa proteina può dunque rallentare l’avanzamento della malattia. mentre la proteine p17 delimita una membrana interna, posta a ridosso dell’involucro virale che ha la funzione di impedire l’ingresso di agenti esogeni nel virus, questa proteina viene miristilata durante la sua sintesi, ciò è importantissimo per la futura interazione della proteina, che costituisce la prima barriera proteica del virus, con la membrana lipidica del linfocita.La proteina p24 delimita un involucro interno di forma poligonale che racchiude il materiale genetico del virus, in questa zona sono presenti anche gli enzimi indispensabili per la riproduzione dell’organismo, ovvero la trascrittasi inversa, la proteasi e l’integrasi. Il patrimonio genetico del virus è costituito da due copie di RNA perfettamente identiche. L’antigene p24 è inoltre degno di nota, in quanto
I moderni test HIV di quarta generazione lo individuano, esso è infatti presente in grandi quantità nelle prime settimane dopo il contagio e nei pazienti con AIDS conclamata. La parete più esterna è detta lipidica, in quanto non è costituita da uno o più tipi di proteine, ma da uno strato di grassi che separa l’organismo in questione dall’ambiente circostante. L’HIV necessita di temperature non al di sotto dei 35°C, il virus è inoltre molto sensibile all’azione ossidante dell’aria, questo lo rende fragile al di fuori del corpo umano tanto da poter resistere solo alcuni secondi.

Francesco Zorutti

>>PER APPROFONDIRE...

  Wikipedia <<
  http://it.wikipedia.org/wiki/HIV#Morfologia

  PubMed <<
  http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24373876

  Siti esterni <<
  http://curba.racine.ra.it/_static/materialeStud/virus/struttura.htm

 

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